Una splendida vittoria al Gp di Monza da parte di un futuro campione predestinato

Ieri è andato in scena il Gp d’Italia di F1 di Monza vinto dal giovane pilota ferrarista Charles Leclerc. Che si trattasse di un gp speciale si era già capito dal mercoledì in piazza Duomo Milano per la festa dei 90 anni della Ferrari accompagnata da un bagno di folla incredibile, la stessa(quasi 200.000)che ha spinto i colori Ferrari nei 3 giorni del gran premio. È stata la vittoria di tutti, dei tifosi della Ferrari, dei monzesi e degli italiani che hanno appreso la notizia della riconferma del Gp per i prossimi 5 anni, ma soprattutto è stata la vittoria del giovane monegasco predestinato campione della Ferrari, si campione, perché piloti si diventa, con tenacia, abnegazione, sacrificio, ma campioni si nasce e Charles appartiene ad entrambe le categorie, il campione che già mercoledì davanti alla folla Ferrarista aveva negli occhi la grinta, tenacia e ferocia agonistica che servono per vincere, quella tenacia e astuzia messa in atto sabato con la pole positions (chiedere a Vettel) quella ferocia che gli ha permesso malgrado la macchina non più veloce nel complesso, malgrado lasciato solo a lottare contro la corazzata Mercedes (Vettel partito quarto è incappato nel solito grave errore) quel predestinato capace per primo a vincere un duello in pista con il campione della Mercedes Halmilton (in pista l’inglese non aveva mai perso un duello prima di ieri) un predestinato capace di riportare la Ferrari sul gradino più alto a Monza dopo 9 anni con l’ultima vittoria di Alonso, un campione predestinato che ha saputo esplodere la sua gioia dopo la vittoria precedente a Spa soffocata dalla scomparsa prematura in pista del suo amico Hubert. Un campione predestinato a far tornare a sognare non solo i tifosi del cavallino ma tutti gli appassionati del motor sport.

Articolo per RTS di Davide Tibaldo.

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