Blog

I Simply Red tornano in Italia nel 2020

fonte articolo e foto – rollingstone.it  redazione musica.

Il prossimo tour mondiale della band, a supporto del nuovo album ‘Blue Eyed Soul’ farà tappa a Milano.

A poche ore dall’annuncio del nuovo album in studio Blue Eyed Soul, i Simply Red hanno svelato i loro piani per il prossimo tour mondiale. I concerti annunciati sono 33, tra cui una data italiana, il 16 novembre 2020 al Mediolanum Forum di Milano. I biglietti saranno disponibili in anteprima per il fan club ufficiale a partire dalle 10 di martedì 17 settembre 2019. La vendita generale, invece, inizierà il 20 settembre su tutti i circuiti autorizzati.

“Voglio che i nostri fan si divertano, ballino e si scatenino in pista. È tutta una questione di cuore e di groove”, ha detto Mick Hucknail. “Non vedo l’ora di suonare questo disco live, voglio divertirmi per davvero”. Blue Eyed Soul uscirà l’8 novembre.

Read More

I Neverdogs tornano al BPM Music Festival con la loro etichetta

fonte articolo e foto – rollingstone.it – redazione musica.

Uno speciale showcase dove si esibiranno gli artisti firmati da Bamboleo Records: «Volevamo creare un movimento di artisti con le nostre stesse visioni»

Mancano pochissimi giorni alla nuova edizione del BPM Music Festival, la grande festa dell’elettronica che da giovedì 12 a domenica 15 settembre infiammerà – solo metaforicamente – le spiagge di Portimão, Algarve, Portogallo. Prima di tornare con gli appuntamenti seguenti, il 30 settembre in Israele e il 15 gennaio in Costarica. Una sfilza di live che i più appassionati non possono perdere, e che non perderanno neanche i Neverdogs, duo formato da Tommy Paone e Marco De Gregorio che quest’anno torna al Festival con la propria etichetta, Bamboleo records, e uno speciale showcase di presentazione degli artisti. Li abbiamo raggiunti per qualche domanda.

Quest’anno tornerete al BPM, ormai siete di casa. Qual è il più bel ricordo/emozione legato al festival?
Sì, è vero, con la BPM family ci sentiamo proprio a casa. Nelle passate edizioni, sia in Messico che in Portogallo, sono stati moltissimi i momenti emozionanti che ci sono rimasti nel cuore, e tra questi sicuramente le 6 ore di set al Martina Beach prima di Marco Carola nel 2017 e lo scorso anno l’after party ufficiale in villa di chiusura festival, dove abbiamo suonato 15 ore b2b con Stacey Pullen.

Sempre a proposito di afterparty, nel 2017 avete fatto un set di 25 ore al BPM. Praticamente impossibile ripetere, o sì?
Sicuramente servono preparazione sia fisica e mentale, oltre che una lunga esperienza alle spalle e una grossa collezione musicale. Ci è sempre piaciuto fare set lunghi perché è in quelle maratone che un artista si può esprimere profondamente creando un percorso musicale, raccontando al pubblico che balla le proprie emozioni. Non è facile trovare il party giusto dove fare set del genere ma appena ne avremo la possibilità cercheremo di di superarci.

Tornerete al festival con la vostra etichetta, la Bamboleo. Quando e perché è nata?
La Bamboleo è stata presentata ufficialmente lo scorso anno al BPM in Portogallo. Nasce da una nostra esigenza di creare un movimento di artisti con le nostre stesse visioni musicali e soprattutto per proporre e divulgare musica innovativa sul mercato.

Ci sarà un vero e proprio showcase di presentazione al BPM?
Esattamente. Il 14 settembre festeggeremo il primo compleanno dell’ etichetta all’Ocean Club che sarà aperto dalle 11pm alle 6 am. Oltre a noi suoneranno i nostri resident Matteo Gatti e Sebastian Ledher insieme a Da Vid e Nicola Bernardini. Ci sarà un super special guest di cui non possiamo ancora non possiamo fare il nome, inoltre avremo la collaborazione con Numero 00. Insomma, ci sarà da divertirsi. Vi aspettiamo.

Una delle pubblicazioni di punta di Bamboleo è stato il vostro album, Details. Diteci qualcosa sulla lavorazione dell’album e sulla scelta di fare uscire un disco intero.
Details è uscito sul mercato nello scorso giugno dopo un anno e mezzo di duro lavoro in studio. È composto da tredici tracce ed è un percorso musicale che tocca i generi attraverso i quali siamo passati negli ultimi 20 anni della nostra carriera. L’album è una fusion di Break Beat, House, Tech-House, Elettronica, Minimal, Deep-Tech e Tools. In Wonderland e Ready For Love ci siamo avvalsi della collaborazione del cantante inglese Spencer Kennedy, figlio del batterista degli Imagination, famosa band degli anni ’80 che ha prodotto canzoni come Just An Illusion e Body Talk. Alcune tracce sono andate subito in classifica su beatport. In particolare Sin Parar che ancora è presente nella Minimal/Deep-Tech Top 10.

L’anno prossimo festeggerete il ventennale. Avete in mente qualcosa per l’anniversario?
Quello del 2020 è un traguardo della nostra vita molto importante. Esattamente a gennaio prossimo saranno 20 anni di musica. Insieme al nostro Team stiamo pianificando un “XX Years Anniversary Tour” dove pensiamo di toccare, anche, alcune delle città che sono state particolarmente importanti e d’aiuto alla nostra carriera. Vi aggiorneremo, tranquilli.

Read More


Niccolò Fabi, l’11 ottobre esce nuovo cd

fonte articolo e foto -ansa.it – redazione musica.

Arriva “Tradizione e Tradimento”, a dicembre tour nei teatri.

A 3 anni e mezzo di distanza da “Una somma di piccole cose”, Niccolò Fabi torna con “Tradizione e tradimento”, il nuovo e nono disco di inediti in uscita l’11 ottobre (Universal Music). È stato lo stesso cantautore a svelare al pubblico, la data di uscita e il titolo del suo nuovo album con queste parole: “Una chiave si gira e le luci del quadro si accendono. La vibrazione della macchina e del suo conducente il momento prima che le ruote inizino a girare. L’eccitazione e l’incognita che regala ogni movimento quando ci allontana da qualcosa e ci avvicina a qualcos’altro…”.
    Niccolò Fabi, poi, tornerà anche live, con un tour nei teatri, al via l’1 dicembre da Ravenna. Poi farà tappa il 2 a Milano, l’8 a Pescara, il 10 a Cosenza, il 12 a Catania, il 13 a Palermo, il 19 a Trento, il 20 e 21 a Vicenza. Poi a gennaio: il 10 a Bologna, l’11 a Firenze, il 12 a Torino, il 13 a Genova, il 19 e 20 a Roma, il 21 a Napoli, il 22 a Bari, il 24 ad Ancona, il 29 a Bergamo, il 30 a Parma.

Read More

Live d’autunno, Jova chiude, atteso Mika

fonte articolo e foto – ansa.it – redazione musica.

Ai blocchi di partenza Renato Zero, tornano i Modà ed Elisa.

Tanti concerti importanti anche a settembre, inizi o conclusioni dei tour, come I Thegiornalisti pronti a chiudere il tour Love con una festa al Circo Massimo di Roma il 7 settembre. Stesso mese per il gran finale del tour di Raf e Tozzi che chiudono all’Arena di Verona il 25 settembre.
    Nell’anfiteatro scaligero si terrà anche la festa di chiusura dei live de Il Volo che celebrano i 10 anni di carriera il 24 settembre. Il 21 settembre all’aeroporto di Linate termina la festa di Jovanotti di musica in spiaggia. Il 26 settembre riparte Coez con È sempre bello. Così come Marco Mengoni impegnato con l’Atlantico Tour. Mentre Eros Ramazzotti sarà all’Arena con Il Vita ce n’è world tour l’11, 12, 14 settembre.
    23 e 24 Settembre al Forum di Assago è atteso Michael Bublè. Dal 24 novembre sarà protagonista Mika con il Revelation tour: 12 date nei palazzetti, primo Torino. Parte da Roma Renato Zero dal 1 novembre. Tornano Elisa in tour dal 25 novembre da Torino e i Modà dal 2 dicembre da Bologna.

Read More


Zen Circus tra gli ospiti di “PeM! Parole e Musica in Monferrato”

fonte articolo e foto – rumors.it – redazione musica.

Si arricchisce ulteriormente il calendario 2019 di “PeM! Parole e Musica in Monferrato”.

Da fine Agosto a inizio Ottobre a San Salvatore, Valenza e Lu Cuccaro, si terrà la 14 esima edizione della rassegna piemontese di incontri, musica e racconti. il tutto immerso nelle bellissime colline che fanno parte del patrimonio UNESCO, con la direzione artistica di Enrico Deregibus.

In attesa di ulteriori ospiti, che verranno annunciati prossimamente, sono confermati ad oggi The Zen Circus, portabandiera del miglior rock italiano e reduci quest’anno dal successo a Sanremo (in programma il 25 agosto); Giovanni Truppi, personaggio geniale e unico della nuova scena cantautorale e indie ( il 3 settembre); Marina Rei, un punto fermo della canzone del nostro Paese (il 10 settembre); Ensi, rapper di grande notorietà, considerato il più grande freestyler italiano (il 20 settembre).

Ma quest’anno sarà fitto anche il calendario degli appuntamenti che mescolano la musica con altro. Il 26 agosto a Villa Genova a San Salvatore ci sarà una serata dedicata a Fausto Coppi con il giornalista di Repubblica Maurizio Crosetti, il critico letterario Giovanni Tesio e le canzoni degli anni Cinquanta. Il 30 agosto ci sarà una camminata letteraria con l’attore Giuseppe Cederna intitolata “Di passi e di respiri”.

Valenza ospiterà invece due momenti della rassegna il 22 settembre e il 3 ottobre. Il primo (alle 18.30 all’Agriturismo Cascina Nuova, Strada per Pavia), intitolato “Outside to inside“, sarà una conversazione sull’arte con Maria Luisa Caffarelli e Antonio De Luca, con gli interventi musicali di Carlot-ta, pianista e cantautrice di forte personalità e talento.

Il secondo, “La Sicilia di Camilleri“, vedrà protagonista la musica della cantautrice Francesca Incudine (vincitrice della Targa Tenco 2018 nella sezione dialetto). La serata sarà al Centro comunale di Cultura. A collaborare nella direzione artistica Enrico Deregibus è Riccardo Massola, ideatore della manifestazione nel 2007

Read More

Elisa: a novembre arriva la nuova e attesissima tourneè

fonte articolo e foto – rumors.it – redazione musica.

Elisa con la nuova tournée ancora una volta mostrerà la sua voglia sperimentare.

Dopo l’intimità dei teatri in primavera, Elisa dal 25 novembre 2019 parte alla conquista dei grandi spazi dei palasport con un nuovo tour, prodotto e organizzato da Friends and Partners. Al calendario annunciato qualche settimana fa, si aggiungono già tre nuove date a: Brescia, Bari e Acireale.

Reduce dal successo della sua tournée internazionale che l’ha vista esibirsi nei più importanti club del Nord Europa, Elisa prosegue così il viaggio del suo apprezzatissimo progetto discografico “Diari Aperti”, pubblicato ad Ottobre scorso per Island Records e certificato Disco di Platino.

L’album contiene i singoli di successo che hanno dominato le classifiche radio in questi mesi: “Se piovesse il tuo nome”, doppio Platino, “Anche Fragile” e “Vivere tutte le vite”, rispettivamente Platino e Oro.

Elisa con la nuova tournée ancora una volta mostrerà la sua voglia sperimentare e quel suo eclettismo che le permette di spaziare dall’inglese all’italiano, dall’elettronico all’acustico, in maniera unica e vincente.

Le date annunciate in calendario sono:

TORINO – PALA ALPI TOUR – 25 Novembre 2019

MILANO – MEDIOLANUM FORUM – 27 novembre 2019

BRESCIA – BRIXIA FORUM – 30 novembre

BARI – PALA FLORIO – 04 dicembre 2019

ACIREALE – PAL’ART HOTEL – 06 dicembre 2019

BOLOGNA – UNIPOL ARENA – 09 dicembre 2019

FIRENZE – MANDELA FORUM – 12 dicembre 2019

ROMA – PALAZZO DELLO SPORT – 17 dicembre 2019

Read More


Jess Glynne e Rita Ora a Porto Cervo

fonte articolo e foto – ansa.it – redazione musica.

Concerto e parata di stelle il 12 agosto all’hotel Cala di Volpe.

Le voci di due star internazionali per suggellare il momento clou dell’estate in Costa Smeralda: il concerto di Jess Glynne e Rita Ora all’Hotel Cala di Volpe, il 12 agosto a Porto Cervo, rappresenta l’evento più atteso del 2019. Le due stelle si esibiranno sul palco fronte piscina dell’iconico albergo che Marriott Costa Smeralda gestisce per la proprietà di Qatar Holding. Ad aprire il concerto delle regine della musica internazionale sarà Luna Melis, giovanissima cantante sarda che, dopo il successo raggiunto al talent show X Factor, ha iniziato a collaborare con artisti di fama.
    Subito dopo toccherà a Jess Glynne e Rita Ora, due tra le più acclamate interpreti dell’universo musicale femminile.

Read More

Fat Fat Fat 2019, elettronica e ciauscolo nella campagna marchigiana

Foto di Daniele Zappalà

You Can’t Download The Experience“, un manifesto, quello dell’edizione 2019 di Fat Fat Fat, che suona molto più roboante di quanto può sembrare. Non soltanto, infatti, rappresenta appieno i tratti somatici di quello che ormai è diventato un festival gemma nello scenario dell’elettronica italiana, ma ritrae – forse inconsapevolmente – lo stato attuale degli eventi musicale nella Penisola.

Ma partiamo con ordine. Quando parliamo di Fat Fat Fat, raccontiamo di territori solitamente lontani dai radar patinati dei grandi festival, perché qui si viaggia attraverso la provincia marchigiana, tra la campagna vicino Corridonia o il borgo di Morrovalle. Insomma, non propriamente l’epicentro del clubbing italiano. Tuttavia l’impresa messa in piedi dagli organizzatori è da lacrime agli occhi perché, se la partenza è affidata all’olandese Carista seguita a ruota dal live da mani nei capelli di Shigeto insieme a Mark De Clive-Lowe e Melanie Charles, allora le premesse per un evento fuori dal comune ci sono già tutte. Si aggiunga poi, e questo è fondamentale, che il concerto del trio non è andato in scena in un auditorium freddo e reiterato da qualsiasi format musicale, né tantomeno in un arido mainstage qualunque, ma nella piazzetta di Morrovalle, location che regala alla musica colori che altrove non riuscirebbe a trovare.

Foto di Daniele Zappalà

E poi il weekend perché, dopo il jazz della prima serata, il filo rosso che attraversa la black music continua con un back to back atteso per anni da moltissimi dei presenti. Sul palco principale va in scena un’avventura sonora di quattro ore, guidata dalle mani di Motor City Drum Ensemble e Mr. Scruff, leggende viventi della club culture. Il tedesco e l’inglese sfornano una rarità dopo l’altra, diamanti introvabili che trovarli su Discogs equivale a vincere il SuperEnalotto. Dal reggae all’hip hop, dall’afro beat al soul, e poi la disco, la house, fino ai suoni che resero leggendarie le consolle di Chicago e Detroit. Di ottimo livello anche i set successivi – l’asse Verona/ Detroit di Volcov + Kyle Halle e la chiusura affidata al veterano Move D insieme a Optimo –, che tuttavia forse risentono del confronto con il 10+ di chi li ha preceduti. Premio della critica a Lakuti, con il suo set killer di quattro ore nel sound system del Giardino della Sgugola, l’aerea ultragastronomica del festival.

Foto di Daniele Zappalà

Dopo aver inaugurato l’hangover domenicale a Porto San Giorgio, si ritorna sottocassa, perché a Corridonia sono arrivati i pesi massimi del groove, il Faraone Moodymann e l’uomo dallo Spazio Dâm-Funk. Il primo sciabola un mestiere che non ha bisogno di presentazioni – ovvero Moodymann che si diverte a fare Moodymann – il secondo, più coraggioso, improvvisa cantando sui dischi, tanto che il set sembra fatto apposta per i suoi guilty pleasures vocali. Insieme costruiscono una macchina sonora che sembra valicare lo spazio e il tempo, un caleidoscopio che lancia la serotonina dei presenti nell’iperspazio. In chiusura i fuochi artificiali di Antam, top player cui affidare il sipario del Fat Fat Fat, per un set che diventa la ciliegina sulla torta. Anzi, il grasso sul ciauscolo, ovvero la star più luminosa del festival.

You Can’t Download The Experience“, dicevamo, e il suddetto cibo degli dei Made In Marche ne è l’incarnazione culinaria per eccellenza. Perché il rifornimento a base di vodka tonic in un salone buio e immenso, mentre un impianto da centinaia di decibel ci spara addosso bassi a 125 bpm lo abbiamo fatto tutti, lo stesso vale per i festival-piramide umana, sudati e ammassati a ballare gli uni sugli altri. Ma in quanti possono dire di aver azzannato un ciauscolo accompagnato da qualche bicchiere di vino locale accanto a Mr. Scruff, sceso dal palco durante il suo set per ballare in mezzo al pubblico? In quanti, invece, possono portarsi a casa il ricordo di una conversazione alticcia insieme a Motor City Drum Ensemble – giuro, è successo – che dalla politica italiana vira su Musil fino, non si sa per quale ragione, al climate change? Ecco Fat Fat Fat è anche, e soprattutto, questo.

Foto di Daniele Zappalà

Un festival che a un cartellone rubato al Circo Loco preferisce nomi dall’identità stilistica ben precisa, destinati a un pubblico che non è lì per assistere a un red carpet, dj che dipingono in musica il tramonto nella campagna marchigiana senza stonare, dato che al centro del Fat Fat Fat c’è la terra da cui nasce. Infatti, senza far nomi – sarebbe come gettare benzina sul fuoco – basterebbe dare un’occhiata alle sorti recenti dei festival italiani più muscolari, quelli dei mainstage chilometrici appunto, per vedere che, spesso, cercare di portare un’imitazione del Primavera Sound o del Coachella in Italia, alla lunga, non paga. Le distese di sabbia in cui vedere con il binocolo l’ennesimo set di Carl Cox o Solomun, dispersi in un esercito di soldati da cassa dritta, o line up che diventano un calderone in cui buttare generi totalmente opposti tra loro, per certi versi hanno fatto il loro tempo.

Fat Fat Fat, invece, insieme a qualche altra rassegna, ha capito un segreto talmente ovvio da sfuggire agli occhi di molti. Non serve investire cifre da capogiro, non serve districarsi tra amministrazioni comunali spesso sorde quando gli si mette davanti la parola “musica elettronica”. In Italia i laseroni o i ledwall non servono, perché lo sfondo che può regalarti una piazza medioevale o un ex convento sperduto in mezzo ai campi non lo trovi da nessun’altra parte. Se poi ci aggiungi una scelta gastronomica che non ha nulla da invidiare a quella musicale di chi mette i dischi – l’eterno ritorno del ciauscolo – e un clima da grigliatone con gli amici per festeggiare l’arrivo delle ferie, il Fat Fat diventa un esempio da seguire, anche se imitarlo rimarrà impossibile.

Read More