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Come cambierà l’industria musicale nel 2020?

fonte articolo e foto – rollingstone.it – redazione musica AMY X. WANG & ETHAN, MILLMAN & TIM INGHAM

I big data diventeranno sempre più redditizi, muterà il rapporto tra fan e artista, lo streaming dovrà affrontare il problema dei falsi, i concerti diventeranno sempre più virtuali, fare musica sarà ancora più facile.

Negli ultimi dieci anni, l’industria musicale ha vissuto stravolgimenti e rivoluzioni di ogni genere. L’anno che verrà non sarà diverso e, anzi, abbiamo già diversi indizi per capire che direzione sta prendendo. Se i giganti tecnologici, le etichette discografiche, gli artisti, i compositori e in genere gli addetti ai lavori aspettano delicate decisioni governative riguardo la violazione del diritto d’autore e la distribuzione delle royalties, sullo sfondo rimangono tuttavia questioni non meno scottanti.

I big data diventeranno redditizi, ma solo per pochi

Ultimamente, una delle parole preferite dall’industria musicale è “dati” – in tutta l’ampiezza del suo significato, spesso erroneamente inteso. Lo scorso anno, servizi streaming come Spotify, Apple o Pandora hanno migliorato l’analisi dei dati da offrire agli artisti, vantandosi di come il proprio servizio riesca a intercettare i gusti del pubblico come mai nessuno aveva fatto prima. Tuttavia non sono gli unici, dato che diverse società terze possono offrire agli artisti valide alternative per raccogliere informazioni di ogni genere sul pubblico.

I dati grezzi, se presi da soli, sono difficilmente interpretabili per la maggior parte delle persone ed è proprio per questa ragione che queste piattaforme sono diventate così importanti (anche perché sempre più etichette discografiche fanno affidamento a programmatori e studiosi di big data per implementare le strategie di marketing). Attualmente, il costo per questa tipologia di analisi può variare da un minimo di 0 a un massimo di 2000 dollari all’anno, ma questa ‘offerta’ non durerà a lungo. Man mano che i servizi di streaming inizieranno a valutare tipologie di ricavo diverse dai semplici abbonamenti o dalle inserzioni pubblicitarie, i pacchetti di dati che ora offrono gratuitamente agli artisti saranno la prima voce in cui guarderanno per gonfiare il portafoglio. Quando accadrà, vedremo chi spenderà e chi rimarrà in giro per vendere.

Il rapporto tra artisti e fan cambierà drasticamente

Cosa significa essere un fan sfegatato nel 2020? Stare in fila per giorni per accaparrarsi la prima fila? Comprare assurdi pacchetti VIP? E come fa oggi un artista a creare una fan base solida?

Mentre le grandi società che organizzano concerti si arrovellano su queste domande, affidandosi agli sviluppi della tecnologia tra sconti fedeltà e testi forniti in tempo reale durante gli show, gli artisti sembrano essere rimasti fermi al palo. Per la maggior parte di loro, infatti – parliamo sia degli artisti indipendenti, sia delle supernove mainstream – i metodi per comunicare con i fan sono principalmente i social media (gratuiti, ma limitanti) e i concerti (costosi, impersonali, altrettanto limitanti). Nell’era del web 3.0, tuttavia, sono previsti grandi cambiamenti. Alcuni stanno già iniziando a usare applicazioni che permettono la messaggistica diretta tra artista e fan; altri pianificano raccolte fondi su Kickstarter, inviando newsletter per soli abbonati tramite Patreon, o cercando di raccogliere engagement (e modeste somme di denaro) con altri mezzi. Ma cosa verrà dopo di questo? Il modello di business stile buffet dello streaming ha ormai abbattuto le barriere tra fan e musica. L’innovazione che finalmente porterà a più stretto contatto appassionati e musicisti sarà altrettanto epocale.

Lo streaming dovrà affrontare il problema dei falsi

Sono passate appena due settimane dall’inizio dell’anno e l’industria musicale già si trova coinvolta in un nuovo curioso scandalo: sembra che tantissimi fan si siano ritrovati con l’account streaming hackerato e con le canzoni di French Montana riprodotte in loop. Lo stesso French, tuttavia, avrebbe incolpato 50 Cent – che secondo il rapper starebbe acquistando falsi streaming, cercando di incastrarlo – ma la fonte non è stata ancora confermata in via ufficiale. Anche se si tratta di un tentativo di frode totalmente diverso, questa situazione ricorda un episodio capitato nel gennaio 2019, quando i fan di tutto il mondo scoprirono che alcuni inediti di SZA o Beyoncé erano stati caricati sotto il nome di “Sister Solana” e “Queen Carter”. Inoltre, lo strano caso di Montana ha qualche tratto in comune anche con una polemica che sta coinvolgendo in questo periodo la musica country, per cui centinaia di artisti hanno denunciato che la loro musica sta venendo ricaricata sulle piattaforme sotto falsi account, per di più senza il loro controllo.

Qual è l’effettiva portata di questi problemi? È sempre più evidente che i servizi di streaming sono vulnerabili in tantissimi modi, per cui sembra un gioco da ragazzi falsificare i dati per guadagnarci, o anche, più semplicemente, per attirare visibilità. I principali player dell’industria musicale hanno firmato un accordo per combattere i falsi stream, ma dovranno presto riconsiderare la dimensione del problema dato che gli illeciti in questo settore, ormai, sono sotto gli occhi di tutti.

Le major incasseranno una valanga di soldi

Il 31 dicembre 2019 un consorzio di aziende guidato da Tencent Holdings Ltd, che con un capitale di 480 miliardi di dollari è uno dei principali conglomerati tech cinesi, ha annunciato l’acquisto del 10% delle quote di Vivendi Universal Music Group. Dopo l’operazione, Universal vale 33,4 miliardi, una cifra pari a trenta volte circa il margine operativo lordo dell’azienda nel 2018. È probabile che i principali competitor di Universal, ovvero Sony Music Group e Warner Music Group, contrattacchino con mosse simili.

È una storia significativa del valore crescente della musica. Nel 2011 Len Blavatnik acquisì l’intero Warner Music Group per ‘soli’ 3,3 miliardi, meno di quanto Tencent ha speso per comprare il 10% di Universal. Nel 2019, l’utile operativo di Warner è stato pari a 625 milioni, per una valutazione pari a 18,8 miliardi. Significa che gli basterebbe vendere il 18% delle quote a un azionista di minoranza per recuperare l’investimento effettuato nel 2011.

Chi potrebbe comprare? Non Tencent, che ha già quote di altre imprese musicali tra cui Spotify e l’indiana Gaana e che si è mossa nel mondo del gaming acquisendo nel 2012 il 40% di Epic Games, proprietaria di Fortnite, per 330 milioni, oltre a possedere il 93% di Riot Games, la società che ha sviluppato League of Legends. All’inizio del 2020 Tencent ha acquisito una quota della giapponese Platinum Games.

I concerti diventeranno sempre più virtuali

Il 2019 è stato un anno spartiacque per la mixed reality ai concerti e il 2020 promette di non essere da meno. Billie Eilish, Post Malone e i Tenacious D hanno offerto concerti in realtà virtuale tramite Oculus Venues e altri show simili avranno luogo quest’anno. Il concerto su Fortnite di Marshmello ha attirato milioni di spettatori virtuali ed è stato uno degli eventi più popolari della piattaforma, nonché uno dei concerti più seguiti di sempre in un video game. Pochi mesi dopo, i pionieri del nu metal Korn hanno suonato tre pezzi all’interno di AdventureQuest.

Continueranno anche i controversi concerti con gli ologrammi. Dal 2012, anno del Tupac virtuale al Coachella, si è passati nel 2019 ai tour di Roy Orbison con Buddy Holly e di Ronnie James Dio. Nel febbraio 2020 partirà il tour dell’ologramma di Whitney Houston (che toccherà l’Italia in marzo).

Fare musica sarà ancora più facile

Le grandi rivoluzioni nella distribuzione e nel consumo di musica avvenute nell’ultimo decennio hanno offuscato innovazioni meno appariscenti, ma non meno radicali, sul lato della creazione di musica. Per la prima volta nella storia, gli artisti non sono più costretti a spendere migliaia di dollari per incidere una canzone. E non è finita, perché il processo di registrazione diventerà sempre più veloce, economico e semplice. Oltre a Garage Band della Apple, sono sul mercato i beat preconfezionati di Splice e Beatstars, ovvero il sito dove Lil Nas X ha comprato il beat della super hit Old Town Road per soli 30 dollari, e le innovazioni si susseguono in modo esponenziale.

Sul lato hardware, nuovi prodotti come Osmose, uno strumento che crea suoni acustici e sintetici col leggero tocco di un dito, stanno abbattendo altre barriere, sfidando i musicisti a superare i propri limiti. Che cosa significa? Beh, già oggi Spotify riceve 40 mila nuove canzoni al giorno. Difficile dire quale sarà cifra alla fine del 2020.

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Mahmood, nuovo album e tour

fonte articolo e foto – ansa.it – redazione musica.

Il primo singolo, dal titolo Rapide, è atteso per il 16 gennaio.

Il 2020 sarà un anno importante per Mahmood: dopo aver annunciato il tour europeo, sono in arrivo un nuovo singolo, un nuovo album e un nuovo tour italiano. Il primo singolo, dal titolo Rapide, è atteso per il 16 gennaio.
    E’ sicuramente straordinario il percorso di Mahmood – dalla doppia vittoria a Sanremo Giovani e Sanremo nel 2019, al secondo posto all’Eurovision Song Contest di Tel Aviv, al successo del primo tour europeo e la vittoria del premio per il Best Italian Act agli Mtv EMA dello scorso autunno – in meno di dodici mesi è riuscito a ritagliarsi un suo percorso, frutto di sperimentazioni e contaminazioni.
    Queste le date live: 14 aprile Milano, 15 aprile Anversa, 19 aprile Parigi, 20 aprile Amsterdam, 21 aprile Londra, 25 aprile Murcia, 27 aprile Madrid, 3 maggio Monaco, 4 maggio Stoccarda, 7 maggio Colonia, 10 maggio Amburgo, 15 maggio Losanna, 16 maggio Zurigo. Poi di nuovo in Italia a novembre: 4 novembre Firenze, 9 novembre Milano, 13 novembre Napoli, 14 novembre Roma, 17 novembre Torino/Venaria, 19 novembre Nonantola (MO), 21 novembre S. Biagio di Callalta (TV).

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Billie Eilish canterà la canzone d’apertura per il prossimo film di ‘007′

fonte articolo e foto – rockol.it – redazione musica.

La cantautrice californiana ha scritto e registrato il tema per ‘No Time To Die’, prossimo capitolo della saga cinematografica di James Bond.

Dopo le indiscrezioni riferite da Mi6-hq.com, blog dedicato alla saga cinematografica di James Bond, secondo cui la cantante di ‘Bad guy’ sarebbe stata scelta per interpretare il tema musicale del prossimo film di “007” è arrivata la conferma ufficiale che Billie Eilish canterà la canzone d’apertura per il prossimo lungometraggio della saga di James Bond. Il brano della star californiana per la pellicola “No Time to Die”, attesa nelle sale cinematografiche italiane a partire dal prossimo 9 aprile 2020, sarà pubblicato prossimamente e uscirà per Darkroom/Interscope Records.

La canzone del prossimo capitolo della saga cinematografica dedicata al personaggio creato da Ian Fleming nel 1953 – e protagonista sul grande schermo dal 1962 – è stata scritta e registrata da Billie Eilish e suo fratello Finneas. La cantante californiana diventa così la più giovane artista della storia a farsi carico di prestare la propria voce al brano che tradizionalmente apre i film della collana. Negli anni i titoli di testa delle pellicole di “007” hanno presentato brani interpretati da, tra le altre, Shirley Bassey, Tina Turner, Sheryl Crow, Shirley Manson, Madonna, Alicia Keys e Adele.

Billie Eilish ha annunciato sui propri canali social di aver scritto e registrato la canzone d’apertura per il prossimo film di “007”:

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Moby ha pubblicato il singolo ‘Power Is Taken’, primo estratto dal nuovo album

fonte articolo e foto – rollingstone.it – redazione musica.

‘All Visible Objects’, il nuovo LP in studio del musicista, arriva il 6 marzo. Il primo singolo, disponibile da oggi, è una collaborazione con il batterista dei Dead Kennedys.

Il nuovo album di Moby si intitola All Visible Objects e uscirà il 6 marzo per Mute. Leggendo i titoli degli undici brani in scaletta – Refuge, Rise Up In Love, Too Much Change – sembra che gran parte dell’album sarà dedicata a temi d’attualità. Secondo l’annuncio ufficiale, tutti i guadagni raccolti dai brani del disco saranno devoluti a una serie di organizzazioni di difesa dell’ambiente (Brighter Green, the Rainforest Action Network, Extinction Rebellion) e dei diritti degli animali (Mercy for Animals, Animal Equality, the Humane League, the International Anti-Poaching, tra gli altri).

La copertina del nuovo album di Moby

Oltre a titolo e data d’uscita, Moby ha pubblicato anche il video del primo singolo Power Is Taken, un brano in collaborazione con D.H. Peligro, il batterista dei Dead Kennedys, che potete ascoltare in cima all’articolo. Qui sotto, invece, la tracklist completa dell’album.

1. “Morningside” ft. Apollo Jane
2. “My Only Love” ft. Mindy Jones (Roxy Music cover)
3. “Refuge” ft. Linton Kwesi Johnson
4. “One Last Time” ft. Apollo Jane
5. “Power Is Taken” ft. DH Peligro & Boogie
6. “Rise Up In Love” ft. Apollo Jane
7. “Forever”
8. “Too Much Change” ft. Apollo Jane
9. “Separation”
10. “Tecie”
11. “All Visible Objects”

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ROSHELLE feat. EMIS KILLA – In radio e in digitale il nuovo singolo “ROSA NATURALE”

fonte articolo e foto – ufficio stampa sony music italy

ROSHELLE feat. EMIS KILLA “ROSA NATURALE”

Qui per l’ascolto

“Una come me è difficile da amare

si, una come me cosi brava a stare male

per uno come te, bruci i sabati a fumare camel

non ti prender male se son rosa naturale

una come me si fa sempre mille pare

cinema con te è volersi accontentare

casa nel weekend non ti stacchi mai dal cellulare

chiami troppo mentre ti vorrei lasciar andare”

Esce in radio e in digitale, “rosa naturale”, il nuovo singolo di Roshelle in collaborazione con uno dei nomi più importanti della scena rap italiana, Emis Killa.

“Cercavo di far andar bene questa relazione, ci ho provato con tutto il cuore ma non è servito a niente. Così ho cantato il vaffanculo con il colore più bello di sempre”, così Roshelle dopo il ritorno con “MAMA” descrive questo brano in chiave R’n’B: l’evidente presa di coscienza di due persone che hanno vissuto bene insieme, travolti dalla passione dell’inizio di una relazione ma che, col passare del tempo, si svelano nella loro vera natura.

“rosa naturale” è stata prodotta da Mace e Swan.

Roshelle, classe 1995, sin da piccola si passiona al mondo della musica e dell’arte e a 18 anni inizia a farsi notare pubblicando video-cover su YouTube. Nel 2016 partecipa alla decima edizione di XFactor. Il primo singolo pubblicato è “What U Do To Me” che in poco tempo viene certificato disco d’oro. A gennaio 2017, parte “Anymal Tour” che la porta per la prima volta ad esibirsi dal vivo nei club più importanti d’Italia. A seguire pubblica, a giugno 2017, “Body Adi” e, ad aprile 2018, il terzo singolo “Drink”. Il 2018 è l’anno in cui per la prima volta Roshelle presenta dei singoli in italiano: “Tutti Frutty”, accompagnato da un videoclip iconico che raggiunge il milione e mezzo di views in una settimana e “MAMA”, che vede la partecipazione del rapper napoletano Lele Blade.

IG: roshellemusic
FB: @roshelleofficial
YT: Roshelle Music
SPOTIFY: Roshelle

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Paola Iezzi, esce il brano ‘Ltm’ feat. Myss Keta

fonte articolo e foto – ansa.it – redazione musica.

Si rinnova la collaborazione tra le due artiste.

Si intitola ‘LTM’ il nuovo singolo di Paola Iezzi, con il featuring della rapper e performer italiana Myss Keta. Le due artiste erano già apparse insieme sul palco dello scorso ‘Pride’ di Bologna, in qualità di madrine della manifestazione. Successivamente Paola, invitata da Myss Keta, ha preso parte, come guest, alle riprese del video de ‘Le ragazze di Porta Venezia – The Manifesto’.
    Ascoltando il brano, che nasce dalla collaborazione di Paola Iezzi con Myss Keta, Dario Pigato, Simone Rovellini, e Stefano Riva, che è anche il giovane produttore del pezzo, si scopre che ‘Ltm’ è l’acronimo di “La Tua Mamma”. La traccia, di ambientazione esotica con echi caraibici, si struttura su un serrato beat reggaeton, sul quale risuonano armonie e strumenti tipici delle foreste sudamericane come il kuisi o gaita colombiana, un tipico strumento a fiato, ricavato dallo stelo di un cactus e utilizzato soprattutto per suonare la cumbia.
    Utilizzando l’espediente dell’ironia e la figura della “mamma” come metafora, Paola, supportata dal featuring di Myss Keta, parla della donna di oggi e della donna del futuro. Una donna che non ha più paura dei propri “poteri”, della propria femminilità e avvenenza e delle proprie ambizioni.

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‘Gli anni più belli’ di Claudio Baglioni – IL VIDEO

fonte articolo e foto – ansa.it – redazione musica.

Regia di Gabriele Muccino. Il brano dà anche il titolo al suo nuovo film

E’ online il video de ‘Gli anni più belli’, il nuovo brano inedito di Claudio Baglioni, già in radio e in digitale.

“Gli anni più belli’ dà anche il titolo al nuovo film di Gabriele Muccino, nelle sale cinematografiche dal 13 febbraio 2020. Ed è stato proprio Gabriele Muccino a dirigere il video del brano, disponibile sul canale ufficiale Youtube dell’artista.

Nel video, le immagini di Claudio Baglioni si intrecciano con alcune scene del film del regista romano. ‘Gli anni più belli’ è un brano sulla limpidezza, la vitalità e il richiamo di libertà dei sogni dell’adolescenza; sul valore dell’amicizia e il rapporto tra amore e dolori; sull’esigenza di cercare dentro di noi le energie per vivere il futuro ma anche sulla saggezza e la profondità dell’età matura.

Ed è anche una delle 12 tracce che comporranno il nuovo album di inediti di Baglioni, in uscita nella primavera 2020.

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I Pooh, la discografia completa in edicola

fonte articolo e foto – ansa.it – redazione musica.

Da “Opera prima” a “Pooh 50 – L’ultimo Abbraccio”

Da “Opera prima” a “Pooh 50 – L’ultimo Abbraccio”: la discografia completa dei Pooh è appena arrivata in edicola in un nuovo cofanetto da collezione. Canzone dopo canzone, la collana Pooh – Le Canzoni della Nostra Vita, curata da Paolo Maiorino, responsabile del catalogo Sony Music, ripercorre tutti gli album in studio e i migliori live in 32 CD (29 CD singoli, 2 doppi e un triplo CD) in un’elegante edizione nell’ultima versione di rimasterizzazione, ampliata da contenuti esclusivi.
    A dare il via alla collezione, in edicola per 32 settimane, sarà “Opera Prima” (1971), l’album che ha segnato la svolta nella storia artistica della band, il primo pubblicato con la casa discografica CBS e con il produttore Giancarlo Lucariello, inaugurando di fatto il nuovo corso dei Pooh, nella formazione composta da Roby Facchinetti, Riccardo Fogli, Dodi Battaglia e Valerio Negrini (a cui, proprio durante il tour di questo disco, sarebbe subentrato Stefano D’Orazio).
    “Il testo originale scritto da Valerio Negrini si intitolava “Meno Male”, ricorda Roby Facchinetti a proposito della genesi di Tanta Voglia di Lei, “ma non era ben centrato e, su suggerimento di Lucariello, lo cambiammo e nacque quello che poi è divenuto il testo e il titolo finale”. E aggiunge – commentando la decisione di lanciare il secondo estratto, Pensiero, quando ancora Tanta Voglia di Lei era primo in classifica – come, in quel caso, proprio “la combinazione di due grandi successi così diversi tra di loro fu una delle chiavi di quell’incredibile successo”. “La vera storia dei Pooh inizia lì – dichiara Riccardo Fogli – con Giancarlo Lucariello e un album, Opera Prima destinato a entrare nella storia con la forza delle sue canzoni”.

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