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È morto il grande campione di F1 Niki Lauda

È morto all’età di 70 anni Niki Lauda, leggenda della Formula 1. “Con profonda tristezza, annunciamo che il nostro amato Niki è morto pacificamente con la sua famiglia lunedì scorso”, si legge in un comunicato diffuso dalla famiglia e pubblicato da The Sun.

“I suoi risultati unici come atleta e imprenditore sono e rimarranno indimenticabili, come il suo instancabile entusiasmo per l’azione, la sua schiettezza e il suo coraggio. Un modello e un punto di riferimento per tutti noi, era un marito amorevole e premuroso, un padre e nonno lontano dal pubblico, e ci mancherà”, scrivono i familiari.

È considerato tra i migliori piloti di sempre. Nel corso della sua carriera ha disputato 171 Gran Premi vincendone 25. È stato tre volte campione del mondo di Formula 1 (nel 1975 e 1977 con la Ferrari, nel 1984 con la McLaren).

Caratterialmente si mostrava freddo, poco emotivo e molto determinato. Perfino il suo stile di guida era essenziale ma efficace. Nel 1976 ebbe un incidente che lo lasciò sfigurato, ma a tal proposito affermò che preferiva il fondoschiena a un bel viso perché era convinto che una vettura si guida soprattutto “con il sedere”.

Ma non c’era solo lo sport nella vita di Lauda. Come imprenditore ha fondato e diretto due compagnie aeree, la Lauda Air e la Niki. E come dirigente sportivo, dopo avere diretto per due stagioni la Jaguar, è stato dal 2012 presidente non esecutivo della scuderia Mercedes AMG F1.

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Irama annuncia l’arrivo di un nuovo singolo: Arrogante

Irama, Arrogante: il nuovo brano del cantautore che ha vinto Amici nel 2018 è in arrivo il 24 maggio. Anche Irama è pronto a gettarsi nella mischia dei tormentoni estivi. Il cantautore che ha vinto Amici di Maria De Filippi nel 2018 ha annunciato l’arrivo di un nuovo singolo dopo la fortunata avventura sanremese. Si chiama Arrogante, e si preannuncia come uno dei pezzi più trasmessi dell’estate. Andiamo a scoprire tutti i dettagli su questo nuovo brano dell’autore di La ragazza con il cuore di latta, reduce da un biennio di grandissimi successi.

La data di uscita del nuovo pezzo è il 24 maggio 2019. A quanto pare, il singolo non fa parte né della vecchia edizione dell’album Giovani, né in quella nuova, Giovani per sempre. Si tratta dunque di un inedito assoluto, dal sapore estivo e ‘spagnoleggiante’. Non sappiamo ancora se con il singolo sulle piattaforme streaming arriverà anche un nuovo video. L’annuncio della nuova uscita, con un breve estratto del pezzo, è arrivato dallo stesso Irama attraverso i suoi social. L’artista ha spiegato che chi salverà il brano sarà sorteggiato e nove persone otterranno in regalo una giacca di jeans ‘customizzata’ a mano.

Dopo aver esordito nel 2016 con il disco Irama, l’artista ha ottenuto la sua grande consacrazione nella scuola di Amici di Maria De Filippi, dove ha avuto modo di imparare tantissime cose. Non a caso è riuscito a conqusitare la vittoria finale, lanciando una serie di canzoni di grande successo, tra cui Nera, lo scorso anno un vero tormentone. Nell’estate del 2019 l’artista sarà tra l’altro protagonista, a partire dal 1° giugno, di un tour molto atteso da tutti i suoi numerosissimi fan italiani. Il primo appuntamento è a Vicenza, l’ultima dovrebbe essere ad agosto a Soverato, in provincia di Cosenza.

Fonte: notiziemusica.it



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Tanti auguri a Marco Carta, il parrucchiere che ha conquistato Amici e Sanremo

Nato a Cagliari il 21 maggio 1985, super tatuato e sensibile, Marco Carta è uno dei migliori artisti prodotti dall’accademia di Amici di Maria De Filippi. La sua è stata una carriera altalenante, ma comunque soddisfacente, per una delle voci più famose del nostro paese: scopriamo di più su di lui! Marco Carta: ad Amici la svolta, ma da parrucchiere non era niente male… Dopo aver perso la mamma per leucemia quando era ancora piccolo, Marco Carta è cresciuto con le zie. Proprio la tragedia familiare segnerà profondamente il cantante, molto attivo in ambito sociale e soprattutto vicino ai bambini ricoverati negli ospedali che combattono contro la malattia.

Nonostante il dolore, però, Marco crescerà come un bambino vivace, anzi… troppo vivace! Oltre al suo rapporto difficile con la scuola (che lo porterà ad essere bocciato già in prima media), da piccolo il cantante era solito combinarne di tutti i colori. Basti pensare che un giorno è arrivato addirittura ad incendiare casa!

Prima di partecipare ad Amici, Marco Carta lavorava come parrucchiere nel negozio di famiglia, anche se il suo vero sogno fino all’età di 13 è quello di fare il biologo. Sembra anche che avesse un discreto talento, ma, per la gioia dei suoi tantissimi fan, il richiamo della musica alla fine ha avuto la meglio e lo ha convinto a partecipare al talent di Maria De Filippi. Questo però non gli ha di certo spento la passione, e infatti Marco ancora oggi è un vero e proprio appassionato di acconciature. Pensate che una volta si è addirittura tinto i capelli completamente di bianco! Marco Carta vince Amici nel 2008, e da lì inizierà una repentina ascesa del cantante che arriverà a riempire prima i palazzetti e poi gli stadi. Nel 2009, non senza critiche da parte della giuria, Marco Carta si aggiudica anche il Festival di Sanremo. A premiarlo, insieme con il padrone di casa Paolo Bonolis, sarà proprio Maria De Filippi, definita dal ragazzo come una figura materna attenta e premurosa.

Sin dai suoi primi passi sotto la luce dei riflettori del mondo dello spettacolo, Marco Carta è stato etichettato come omosessuale, spesso purtroppo anche in senso dispregiativo. Ad alimentare i dubbi è stato il fatto che il cantante abbia partecipato come testimone al processo che ha visto coinvolto l’ex corteggiatore di Uomini e Donne Ivano Marino, accusato dal nuotatore Alex di Giorgio di aver resa pubblica la sua omosessualità. Dietro alla partecipazione di Marco Carta al processo, in molti hanno visto una relazione – mai confermata – proprio tra il cantante e Ivano Marino. Ma ai microfoni di Vanity Fair è arrivata la risposta dello stesso Marco : “Gay? Non so dove nascano queste voci perché non lo concepisco. Quando qualcuno mi parla, non mi chiedo se abbia una voce effeminata o un compagno che lo aspetta a casa. Non capisco come l’andare a letto con una persona dello stesso sesso possa togliere qualcosa alla propria professionalità o alla propria bravura. Io sono molto open-mind, sono cresciuto in una casa molto umile, ma frequentata da gente di ogni parte del mondo“ Lo stesso cantante ha rivelato di aver avuto una storia di due anni prima di partecipare ad Amici, poi al ragazzo sardo è stata attribuita una relazione con la ballerina di Valentina Tristano. Dai due non sono mai arrivate conferme esplicite, e per questo è difficile parlare di Valentina come la fidanzata di Marco Carta. Nel 2018 l’artista ha alla fine deciso di fare outing, confermando le tante voci che lo avevano circondato negli anni della sua carriera.

Fonte: notiziemusica.it




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Auguri a Ghali: le curiosità sul rapper di origini tunisine

Nato il 21 maggio del 1993 a Milano, Ghali (nome d’arte di Ghali Amdouni) è uno dei nuovi volti della scena rap italiana. Come si può intuire dal nome, le sue origini sono tunisine, sebbene la sua infanzia sia stata trascorsa nel quartiere di Baggio. Oggi non c’è radio che non passi le sue canzoni, ma scopriamo tutte le curiosità sulla vita dell’artista! La biografia di Ghali, rapper per passione La storia del “Ghali cantante” comincia fra i banchi di scuola. Il ragazzo non ama le regole e rifiuta l’autorità, e per questo la sua carriera scolastica procede a fatica. Ma sono anche gli anni del vero amore, quando Ghali si imbatte nel film di uno dei rapper più importanti al mondo. Pariamo di 8 Mile di Eminem, una vera e propria folgorazione.

Da lì comincia a registrare le prime canzoni in cameretta, rappando tutto il giorno e cercando di non farsi sentire dalla madre, sopratutto per quanto riguarda le parolacce. Pare infatti che il neo rapper cercasse di cantare il più piano possibile così da non fargliele sentire! E così il giovane ribelle troverà finalmente la sua valvola di sfogo: la musica. Le sue prime esperienze, tuttavia, non sono così positive, a cominciare dalle prime sfide di freestyle. La prima volta, in particolare, Ghali salì sul palco e abbracciò il microfono… peccato che quando toccò a lui rimase fermo e immobile senza riuscire a dire nemmeno una parola.

Ma Ghali non si arrese e continuò a provare, finché non cominciò ufficialmente la sua carriera. Nel 2011 fonda la sua band, i Troupe D’Elite, ma il suo nome d’arte è un altro: Fobia! In questo periodo si fa notare da alcuni dei più grandi esponenti della scena, da Fedez a Gué Pequeno, che lo mette in contatto con Tanta Roba, la sua etichetta. Pensate, però, che la prima telefonata fu molto simile alla sua prima esibizione. Il cantante, infatti, emozionatissimo per aver ricevuto una chiamata da Gué, rimase zitto e attaccò il telefono. Insomma… proprio un brutto vizio. Nel 2015 cambia il suo nome e diventa ufficialmente Ghali. Comincia così la carriera solista, le prime critiche e… i primi arresti! Proprio così, durante le riprese del videoclip Mamma, girato in Tunisia, il cantante scrisse sui social un post piuttosto ironico: «Ci hanno appena arrestati durante le riprese del nuovo video e vi sto scrivendo da una caserma di un quartiere qui a Tunisi. Ció che mi rasserena è che certe riprese le abbiamo già salvate sul pc… Ora vediamo che succede, paura non ne abbiamo. Per la musica questo & altro. Un abbraccio G.» Alla fine tutto si risolse, sebbene ancora non siano stati chiariti i motivi dell’arresto!

Fonte: notiziemusica.it



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Classifica Fimi degli album: Ultimo cede la vetta

La classifica Fimi degli album più venduti: i dischi più più acquistati dagli italiani, settimana dopo settimana. Ventesima settimana del 2019. Continuano le uscite importanti di questo periodo, in vista di un’estate che si prospetta ancora una volta bollente. Rispetto alla scorsa settimana, la graduatoria cambia in vetta, e viene anche stravolta dall’ingresso di diverse new entry in top ten. Ecco di quali si tratta.

La classifica Fimi degli album: la top 10 Dopo cinque settimane da numero uno, Ultimo cede il posto a… Izi! Il trapper genovese si porta in testa con il suo album Aletheia, facendo scivolare Colpa delle favole di Ultimo al secondo posto. Completa il podio Nek, che debutta al terzo posto con Il mio gioco preferito – Parte prima. Ottimo il debutto di Alberto Urso di Amici, che piazza l’album Solo a un passo dal podio, seguito dal disco di debutto del rapper dei misteri, Liberato. Perde due posizioni e scivola al sesto posto Billie Eilish con When We All Fall Aspleep, Where Do We Go?, mentre debutta al settimo posto il nuovo album dei Fast Animals and Slow Kids, Animali notturni. Dal sesto posto passa all’ottavo Playlist di Salmo, mentre ne perde sette di posizioni Daniele Silvestri con La terra sotto i piedi, oggi al nono posto, mentre la scorsa settimana vantava un bel secondo posto. Chiude la top ten ancora una volta Peter Pan di Ultimo, in discesa di tre posti.

La classifica dei dischi più venduti Vanno segnalate altre new entry nella top 50 oltre quelle già viste nei primi dieci posti. Al 17esimo posto troviamo Tree – Roots & Crown di Mezzosangue, mentre al 19esimo posto debutta il nuovo album del Banco del Mutuo Soccorso, Transiberiana. Al 25esimo troviamo Raptus Collection di Nayt e al 40esimo Teenager di Jefeo. Il salto in avanti più significativo è quello del leader Izi con Fenice, salito dal 99esimo all’82esimo posto. Lo scivolone più importante è invece quello di Hurts 2B Human di Pink, che passa dal 50esimo al 98esimo posto.

Fonte: notiziemusica.it


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Eurovision Song Contest 2019, le pagelle: Mahmood da applausi, Madonna lascia a desiderare

L’Eurovision Song Contest 2019 si è concluso con il risultato più prevedibile: la vittoria dei Paesi Bassi, dati per favoriti alla vigilia, davanti al nostro Mahmood che per qualche attimo ci ha fatto illudere di essere riuscito nell’impresa di riportare il Festival nel nostro Paese. Così non è stato, ma rimane l’orgoglio per la sua performance. Ricordiamo che l’Eurovision è stato vinto dall’Italia solo due volte, da Gigliola Cinquetti negli anni Sessanta e da Toto Cutugno nel 1990, e che per molti anni non vi abbiamo nemmeno preso parte. La nostra non è una tradizione favorevole, e alla fine un secondo posto è comunque un piazzamento d’onore.

Al di là di questo, quali sono stati i promossi e i bocciati di una manifestazione che fa dello show spettacolare più che della buona musica il proprio cavallo di battaglia? Scopriamolo insieme. Ecco le nostre pagelle.

Eurovision Song Contest 2019: le pagelle Malta: 6 Canzone pop senza grandi pretese quella di Michela, che si piazza al 16esimo punto e tutto sommato può essere soddisfatta così. Albania: 7 In un contest in cui sai che le chance di vittoria aumentano a dismisura se canti in inglese, presentare un pezzo nella lingua del proprio paese è già un atto di coraggio. Jonida fa di più: porta una canzone etnica, dal sapore del tutto albanese, cantata con teatralità e potenza. Arriva solo 18esima, avrebbe meritato qualcosa in più. Repubblica Ceca: 5 Tre garzoncelli pieni di energia e gioia di vivere. Il brano è un pop da teenager, tutto sommato orecchiabile. Ma quel playback strumentale è fastidioso e non rende giustizia alla loro performance. Alla fine sono 11esimi, a un passo dalla top ten. Giusto così. Germania: 5 I tedeschi prendono zero voti dal televoto. Un motivo ci sarà. Brano scialbo e senza molto da dire quello delle S!sters, che chiudono 24esime. A volte la retorica non basta, nemmeno sul palchi kitsch come quello dell’Eurovision. Avessero almeno cantato in tedesco… Russia: 7 Sergej Lazarev punta tutto sulla performance vocale, su un gioco di specchi e su una canzone strappalacrime, dalle forti emozioni. Una tattica che in queste competizioni paga. E infatti si guadagna il podio, chiudendo a sorpresa al terzo posto. Danimarca: 6 Canzone brillante e positiva per Leonora, l’artista danese che porta un testo in quattro lingue. Un pop dolciastro e orecchiabile, che le vale il 12esimo posto. Non poteva obiettivamente ambire a un risultato migliore. San Marino: 4 Voce calda e bassa quella del turco Serhat per San Marino. Ma il brano non convince. Troppa ruffianaggine anche per un tipo di competizione come questo. Chiude 20esimo. Macedonia del Nord: 7 Per qualche minuto ha sperato veramente di vincere Tamara Todevska. E forse lo avrebbe anche potuto meritare. La sua Proud era uno dei brani più intensi del lotto, e la performance vocale non ha deluso. Forse ha peccato per la poca spettacolarità, che non ha fatto breccia sul pubblico da casa. L’ottavo posto finale le sta un po’ stretto. Svezia: 7 John Ludvik con la sua fisicità si fa guardare. La voce c’è, la canzone è un pop molto orecchiabile, e tutto sommato non lascia a desiderare. Sperava di vincere, ma alla fine chiude sesto. E in fin dei conti va bene così: perché quelle alleanze scandinave che portano su ogni anno i concorrenti di quelle latitudini, a prescindere dai meriti effettivi, hanno un po’ stancato. Slovenia: 4 I due fidanzatini sloveni si guardano tutto il tempo della performance. Lei esprime una gioia pari a quella di un bambino cui cade il gelato per terra. Lui sta fermo, facendo finta di suonare la chitarra, immerso in chissà quali pensieri. Il brano passa lento come fossero minuti e minuti di angoscia. Sono 13esimi alla fine. Davanti a bei pezzi come quello della Francia e quello dell’Albania. Male. Cipro: 5 In onore a Madonna, Tamta decide di mettere in scena uno spettacolo che punta sulla parte visiva più che su quella musicale. Ma mostrare il proprio fisico non basta per conquistare il trionfo. 15esimo posto per lei. Paesi Bassi: 7 Arcade è un pezzo pop che obiettivamente non ti prende al primo ascolto. Ma la voce di Duncan è una bella voce, canta con grande intensità, il piano ti avvolge e tutto sommato la vittoria non è uno scandalo. Rimane però la sensazione che ci fossero canzoni migliori. Soldi, ad esempio. E non lo diciamo per patriottismo. Grecia: 5 Punta più sul lato visivo che sulla canzone anche la Grecia, anche se la voce di Katerina tutto sommato ha qualcosa da dare. Il 21esimo giusto appare però in linea con le aspettative e le pretese. Israele: 5 Dopo il trionfo dello scorso anno, un passo indietro ci può stare. Qui però Israele ha esagerato. Kobi ha una bella voce, canta anche bene ma… statico, fermo, e con un brano che fa rimpiangere Il Volo. Non è così che si punta in alto. Alla fine dell’esibizione ha pianto. Forse avrebbe dovuto aspettare l’esito delle valutazioni: chiude 23esimo. Norvegia: 8 Gran bel pezzo quello della Norvegia, che con i KEiiNO porta sul palco tre voci diverse, generi diversi per un brano ballabile e di forte impatto. Non a caso, a portarlo su sono i tantissimi voti ottenuti da casa. E il quinto posto alla fine gli sta anche stretto. Regno Unito: 5 Il pasticciere britannico chiude miseramente all’ultimo posto con 16 punti conquistati. Una debacle imprevedibile, almeno in questa misura, contando che il brano è un pop mainstream come quelli di altri concorrenti, senza pregi ma senza difetti così grandi. Evidentemente all’Europa il Regno Unito post Brexit non garba più di tanto… Islanda: 8 Con gli Hatari fatichi a concentrarti sulla musica. Il loro è stato forse l’unico vero show di quest’anno, insieme all’Australia. Ipnotici e fastidiosi, hanno chiuso in ‘bellezza’ mostrando sciarpe della Palestina e beccandosi molti fischi. Fa parte della loro natura, va bene così. Chiudono la top ten, al decimo posto. Estonia: 6 Lo svedese Victor Crone canta bene un bel pezzo pop, senza infamia e senza lode. Chiude al 19esimo posto, ma sul suo volto non leggiamo delusione. Già esserci era evidentemente un successo. Bielorussia: 6 La concorrente più giovane della competizione, Zena, di soli 16 anni, porta un brano pop di quelli che volano via come il vento. Il 25esimo posto finale la punisce oltre ogni merito. Azerbaigian: 7 La voce esile di Chingiz ha un che di ipnotico. Truth è un buon brano, e tutto sommato anche la performance riesce ad avere una certa presa sul pubblico. Poteva essere un candidato a sorpresa per la vittoria finale. Il settimo posto rimane comunque un buon piazzamento. Francia: 7 Uno dei pochi pezzi impegnati della serata, cantato bene da un artista che fa dell’androginia il suo marchio di fabbrica. La vittoria sarebbe stata eccessiva, la top ten l’avrebbe meritata. Il 14esimo posto è una punizione severa. Italia: 9 Non chiamatelo patriottismo. Il brano di Mahmood è stato il più trascinante della serata, oggettivamente. Basti pensare al coinvolgimento del pubblico, gasatissimo nel battere le mani durante l’ipnotico ritornello di Soldi. Vincitore morale, senza ombra di dubbio. Sarà complicato riuscire a fare meglio di Alessandro nei prossimi anni per i nostri portabandiera… E questo è un peccato, perché mai come stavolta sembrava possibile riportare l’Eurovision nei nostri confini. Serbia: 6 L’affascinante cantante serba propone un brano pop che punta forte sulla sua vocalità e sugli effetti scenici che portano del ghiaccio e della neve sul palco. Una bellezza ripagata con il 17esimo posto. Svizzera: 5 Orecchiabilissima la canzone di Luca, il rappresentante della Svizzera. Ma finisce qui. E sinceramente quel quarto posto resta il mistero più grande di tutta quest’edizione. Australia: 7 Brano tra lirica e pop, con dei richiami alla Biancaneve di disneyana memoria e una coreografia alla Frozen (per rimanere in tema). Impatto scenico fortissimo, ancor più che quello musicale. E l’Eurovision in fin dei onti è anche e soprattutto questo: uno show che deve lasciare a bocca aperta. Nono posto Kate. Spagna: 5 Miki non sembra molto diverso da un Alvaro Soler qualunque. La Spagna non sorprende, punta tutto su un qualcosa di già sentito e risentito, francamente banale e noioso. Il 22esimo posto ne è la testimonianza più chiara. Magari sarebbe il caso di osare e allontanarsi dai luoghi comuni, un po’ come fatto dall’Italia. Madonna: 5 La sua presenza all’Eurovision aveva scatenato polemiche, per il cachet e soprattutto per la situazione politica in Israele. Per farsi ‘perdonare’ Lady Ciccone ha provato a stuzzicare il governo israeliano mostrando due ballerini abbracciati con le bandiere d’Israele e Palestina. E fin qui tutto va bene. Ciò che ha lasciato a desiderare è stata la performance canora, specialmente su Like a Prayer. Una stecca continua che non rende merito alla Regina del Pop. Va meglio sul reggae della nuova Future, grazie a quel tanto di autotune che riesce a sorreggere la sua voce. Ma ci si aspettava molto di più.

Fonte: notiziemusica.it



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Tanti auguri ad Al Bano, il cantante cresciuto a pane… e ananas!

Al Bano è uno dei pilastri del panorama musicale italiano. Cantante di successo e di fama internazionale ha consegnato ai suoi tantissimi fan successi indimenticabili come la famosissima Felicità. Ma andiamo alla scoperta di qualche aneddoto sulla sua vita che forse non conoscevate! Chi è Al Bano: gli esordi e il successo Albano Carrisi, nome d’arte Al Bano, nasce il 20 maggio del 1943 a Cellino San Marco, piccolo paesino della Puglia, da una famiglia di contadini. Il nome del cantante viene scelto dal padre Carmelo Carrisi che, dopo essere stato in guerra in Albania disse alla moglie di chiamare il figlio Albano qualora fosse nato un maschio.

La passione per la musica la sviluppa nei campi, suonando la chitarra con il padre. Pensate che a soli dodici anni scrive la sua prima canzone intitolata Addio Sicilia, una via di mezzo tra uno stornello e una canzone neomelodica! La stessa propensione per la musica non la dimostra per lo studio, tanto che a diciassette anni lascia la scuola e si trasferisce a Milano, dove inizia a lavorare come manovale, poi come cameriere in una trattoria e infine come operaio metalmeccanico. Durante la sua esperienza milanese Al Bano conosce un nuovo mondo e… nuovi cibi! Pensate che ai microfoni di Maurizio Costanzo ha rivelato di non aver mai sentito la parola ananas e di averlo comprato in un supermarket pensando che fosse carne!

Carrisi, grazie al suo lavoro di cameriere nel ristorante Il Dollaro di Milano, entra in contatto con i personaggi più importanti dello spettacolo e della musica. Proprio lì conosce il Maestro Pino Massara che di fatto gli spalancherà le porte della CM (Celentano-Massara). Infatti sarà lo stesso Maestro a dargli il nome (d’arte) di Al Bano, per le cadenze blues del proprio cantato. Il cantante di Cellino San Marco, senza mai abbandonare il proprio lavoro, inizia a esibirsi come spalla di Adriano Celentano ma il suo primo successo arriverà nel 1967 grazie al brano Nel Sole. Pensate che con tale canzone riesce per ben un mese intero a raggiungere il primo posto nelle classifiche dei 45 giri e a venderne poco più di un milione e mezzo di copie.

Al Bano negli anni 70′ e 80′ diventa un icona del panorama musicale Italiano e forte del suo grande successo nel 1992 arriva addirittura a querelare la star statunitense Michael Jackson! L’accusa? Un presunto plagio al suo brano I cigni di Balaka. La sentenza del tribunale dichiarerà che non vi era stato alcun plagio da parte della star statunitense, perché gli artisti si erano ispirati entrambi a dei vecchi pezzi blues. E così il cantante pugliese dovette pagare tutte le spese processuali. Infine il cantante si è scoperto anche come una star dei talent musicali, con la sua vittoria come coach con la sua allieva Maryam a The Voice of Italy 2018. Ma nella sua vita non c’è soltanto spazio per la musica. Qualcuno di voi ha mai sentito parlare dell’incredibile tenuta di Al Bano? Pensate che oltre che ad essere cantante e uomo di spettacolo, Albano è anche un produttore di vini. La sua cantina si trova proprio a Cellino San Marco, suo paese natio. Tra i vini più venduti da quelli prodotti da Al Bano c’è Felicità, un grande successo anche per gli amanti dell’uva…

Tra le coppie più amate della musica e dello spettacolo in Italia c’è sicuramente quella formata da Al Bano e Romina Power. I due si sono sposati nel 1970 dopo essersi conosciuti sul set del film Il Sole. Nonostante le rispettive famiglie non fossero d’accordo, i due decisero comunque di convolare a nozze. Oltre ad essere molto uniti sentimentalmente, i due coniugi iniziano una fortunata collaborazione musicale che porterà alla produzione di successi indiscussi della musica italiana e internazionale, uno fra i più amati dai loro fan è sicuramente “Felicità”. Ylenia, Yari Marco, Cristél e Romina Jr sono i figli di Al Bano e Romina. La primogenita della coppia, Ylenia, è protagonista di uno dei gialli della cronaca mondiale. La ragazza, infatti, sparì nel 1994 senza lasciare traccia di sé. La scomparsa della figlia di Al Bano si trasformerà in una tragedia familiare che porterà poi la coppia al divorzio, avvenuto nel 1999. La separazione dalla sua amata Romina ha rappresentato per il cantautore un periodo buio della sua vita, tanto da farlo cadere in depressione. Lo stesso Al Bano ha rivelato che ciò che l’ha aiutato a risollevarsi non sono state le medicine, ma la preghiera e la fede in Dio.

Dopo la fine del primo matrimonio con Romina, Al Bano ha iniziato una relazione con Loredana Lecciso, show girl pugliese nota per le sue esperienze nei reality televisivi. Pensate che i due si sono conosciuti mente il cantautore, da buon padre, portava Cristel e Romina jr a scuola. Al Bano e la Lecciso hanno avuto due figli e si dice che si siano sposati in gran segreto in Bielorussia, notizia mai confermata dai diretti interessati. Il rapporto tra i due ha avuto diversi alti e bassi e sembra definitivamente naufragato dopo il ritorno di Romina nella vita di Al Bano. I due sono tornati cantare insieme come negli anni migliori delle loro vite e secondo alcuni, nonostante le smentite dei diretti interessati, il feeling non sarebbe solo di tipo artistico. Anche le circostanze della vita sembrerebbero andare a favore di questa nuova unione Power-Carrisi. Infatti Romina e Albano sono diventati nonni per la prima volta: la loro figlia Cristel ha dato alla luce un bel maschietto. Pensate che a darne l’annuncio è stato proprio nonno Al Bano alla finale di The Voice of Italy 2018!

Fonte: notiziemusica.it





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In memoria di Donna Summer, la regina della disco music

Donna Summer è ricordata da tutti come la Regina della Disco. Ma in verità è stata molto, molto di più. Artista dotata di un talento vocale straordinario, ha saputo nel corso della propria carriera sperimentare moltissimo, grazie anche all’aiuto di Giorgio Moroder, di fatto ponendo le basi per lo sviluppo della musica elettronica. Andiamo a ripercorrere insieme la sua carriera attraverso alcuni momenti chiave e curiosità sulla sua vita privata

LaDonna Adrian Gaines nacque a Boston il 31 dicembre 1948 sotto il segno del Capricorno. Il suo talento vocale venne reso noto già dalle sue esibizioni nel coro della chiesa, quando aveva soli otto anni. Nel 1968 si trasferì in Germania e qui venne scritturata per cantare nella versione tedesca del musical Hair. La svolta della sua carriera fu però l’incontro con Giorgio Moroder. Nel 1974 dalla loro collaborazione nacque il suo primo successo europeo, The Hostage, incluso nell’album Lady of the Night:

L’anno dopo, con Love to Love You Baby, riuscì a conquistare una grande notorietà anche nel paese d’origine. A trascinare l’album ovviamente la celeberrima title track, un brano di 17 minuti che diventò fin da subito uno standard per la nascente disco music. La canzone in questione fece però anche scandalo per l’interpretazione sensuale da parte della mitica cantante. La critica musicale ritenne che il brano fosse troppo ‘spinto’ per passare in radio. Ma questo non fermò il successo del brano, che arrivò nelle discoteche di tutto il mondo e trascinò il disco ai vertici delle classifiche. Ormai famosa in tutto il mondo, Donna diede alle stampe nel 1976 altri due album: A Love Trilogy e Four Seasons of Love. Da quest’ultimo venne estratto un altro brano divenuto un classifo dela sua carriera: Winter Melody.


L’anno successivo fu quello di I Remember Yesterday, altro disco simbolo della sua carriera. Al suo interno vi erano infatti brani disco, tanta musica elettronica e anche qualche accenno di techno. A spingere al successo questo disco straordinario uno dei brani più sperimentali della storia della musica commerciale: I Feel Love. L’album e il singolo superarono in totale oltre 10 milioni di copia, confermando Donna come una delle stelle più brillanti della musica internazionale. Forte di questo successo, venne scelta per recitare nella pellicola Thank God It’s Friday, sul finire degli anni Settanta. Per questo film incise ben tre brani, e con uno di questo, Last Dance, vinse numerosi premi, tra cui un Oscar per la Miglior canzone originale.

Con Bad Girls del 1979 l’artista si avvicinò anche al mondo del rock, senza però ripudiare le sue radici disco. Grazie anche al singolo Hot Stuff, questo diverrà il suo album di maggior successo commerciale, con oltre 11 milioni di copie vendute. Nel 1980 però l’artista prese una decisione che influenzò molto il prosieguo della sua carriera. Passò dalla Casablanca alla Geffen, e fu costretta ad abbandonare il suo storico collaboratore Giorgio Moroder, per passare tra le mani del più affermato Quincy Jones. Da questo momento in poi, dopo un paio di altri brani di successo, la sua carriera subì una brusca frenata, complice un caso mediatico scatenato da alcune dichiarazioni false attribuitele. Di fatto, la fase migliore della sua vita artistica era ormai alle spalle. Tra gli anni Novanta e i Duemila pubblicò solo tre album, ottenendo un discreto successo di critica ma senza riuscire a replicare il boom commerciale del passato.

Fonte: notiziemusica.it/



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